Vito De Fano

Amiche, amici miei

 

Non è la prima volta che sono chiamato a ricordare un amico che non è più tra noi

 

Di solito ci si attende da me che racconti dei fatterelli simpatici,  degli aneddoti curiosi; delle frasi che servano a strappare un sorriso ai convenuti..

 

Insomma, delle parole che abbiano lo scopo di alleggerire la  tristezza o la malinconia che inevitabilmente aleggia in questi casi

 

Devi pensarci tu, mi si dice.

 

Tu sei il Comico,  queste cose toccano a te.

 

Ora, io non so quanto questa sera potrò essere aneddotico, divertente o brillante

 

Forse non  sarò nulla di queste cose….. perché in questo momento che parlo sento solo un groppo alla gola al pensiero di quell’autentico galantuomo che fu Vito De Fano.

 

Ma, d’altra parte,  la figura di Vito non è di quelle che necessitano di invenzioni, coloriture o forzature per restare vivide nella nostra memoria

 

Vito è sempre tra noi, perché sono sempre tra noi le sue meravigliose poesie, le sue inimitabili opere teatrali.

 

Si tratta a mio modesto avviso, io che critico letterario non sono, delle migliori cose che siano state scritte nel nostro vernacolo.

 

Un autentico affresco della baresità, un amarcord approntato da uno che barese poi non era

 

E  allora come  potrei non essere grato a Mariolina, che per prima  mi ha fatto conoscere e  amare questo meraviglioso poeta che era suo padre?

 

Forse a qualcuno di voi non sfuggirà che durante il nostro sodalizio artistico abbiamo recitato nel nostro teatro Purgatorio  forse la più celeberrima trilogia di Vito, ossia. “Nu màtte fesciute da Vescegghie”, “Na scernate desgrazziate”, “U scarpàre gedezziuse”…

 

Esperienze professionali tra le più belle della mia carriera e,  devo dirvi, quel groppo di cui dicevo prima aumenta sempre più, perché mi sembra di rivederlo quando durante le prove si sedeva ad un cantuccio della platea

 

Sempre serio, educato, composto; non ricordo  una volta che si fosse intromesso a far lezioni ex cathedra, come usano fare di solito gli autori

 

Io ti ricordo così, caro Vito.

 

Ti ricordo per quel gran signore che sei stato

 

E grazie per quanto hai fatto.

 

Grazie per l’amore che traspare in ognuno di quel grande mosaico che sono i tuoi versi.

 

Hai amato la nostra città,

 

E anche noi ti abbiamo amato.

 

Sinceramente, affettuosamente.