Franco Balice

Nella prima metà degli anni Ottanta, Bari era tutto un rigurgitare di locali e localetti adibiti a cabaret; roba che manco la Berlino degli anni Venti si sognava. Fu in uno di questi scalcinati seminterrati che scoprii la prima volta il nostro Franco Balice, il quale, per la verità, mi fece un’impressione più che discreta, possedendo tempi comici e, insomma, i fondamentali del mestiere.   Ragion per cui, non persi tempo nell’arruolarlo nella mia Compagnia, quando allestendo “Mariette la Copponiste” mi serviva un buon caratterista che coprisse il delicato ruolo di don Peppino. Bravo, nulla da dire; coltivava però ambizioni forse spropositate. Il 1984 fu l’anno del divorzio artistico tra me e Mariolina De Fano. Il Nostro pensò forse che la rottura tra noi due gli avrebbe dischiuso orizzonti di gloria. Infatti, di punto in bianco mi comunicò che avrebbe lasciato la Compagnia, poiché aveva ricevuto proposte di lavoro “Imbattibili”. Bè, che può dire un capocomico per bene in questi casi se non augurare buona fortuna? Qualche tempo dopo, seppi che i due si stavano cimentando in un programma su Teleregione; programma di cui  non ricordo affatto il titolo, e ciò già la dice lunga sul fatto che la neo coppia fu bel lungi dal frantumare i record dei dati Auditel. Come volevasi dimostrare, dopo un poco la coppia si sciolse, e il buon Balice imparò a sue spese che difficilmente si può stare accanto ad una del calibro della De Fano se non si ha, come dire, almeno il suo medesimo appeal sul pubblico. Comunque, nulla di male se qualcuno decide di girare la ruota. Certo, quella scelta infelice non ha certo giovato alla carriera del Nostro, ma il destino si sa ci offre le carte e siamo noi, e soltanto noi, a sceglierle. Ti ho rivisto, caro Franco, sul set di “Piripicchio”, il film di cui sono protagonista sotto la regia di Giuss-Potenza. Mi ha fatto piacere rivederti, credimi; ma che impressione però scoprirti nel ruolo di un anziano. Ma d’altronde, il tempo fugge; anzi siamo noi che a poco a poco ce ne andiamo, come  diceva il grande De Andrè. Ho saputo che, per parare i colpi della sorte, hai dovuto ritornare alla tua antica professione di imbianchino. Bè, poco male; è solo che tutto questo mi ricorda un’altra storia, ma non mi sovviene quale. Ma, ciò è davvero strano, o very strong come dicono gli inglesi.